L’autunno in Val di Non, uno spettacolo che si rinnova ogni anno

Trentino Alto Adige

Passeggiate alla scoperta di panorami e prodotti tipici. La Val di Non è una delle più importanti e caratteristiche valli del Trentino Alto Adige che si trova a circa 25 km a nord di Trento e a poco più di 100 km dal confine con l’Austria.
La Val di Non nasce nei pressi di Mezzocorona, segue il corso del fiume Noce che si getta nel Lago di Santa Giustina a Cles e si estende lungo il Rio Novella fino a San Felice.

Ogni stagione dell’anno dona a questa pittoresca valle colori ed odori particolari ma l’autunno è, senza dubbio, il periodo in cui questo luogo diventa più romantico e spettacolare.
Il paesaggio della Val di Non, modellato da laghi, fiumi, vasti altipiani, burroni, cascate, boschi di larici e di abeti in autunno si colora, infatti, di rosso, bronzo, oro e verde scuro per regalare ai fortunati osservatori panorami estremamente appaganti, aria frizzante ed odori inconfondibili.
L’autunno in questa zona è un momento molto atteso in quanto la natura, oltre alla bellezza dei luoghi, regala anche i frutti maturati durante la stagione estiva come uva, mele, castagne, patate, funghi e tartufi.



La Val di Non insieme alla Val di Sole costituisce il percorso enogastronomico denominato “Strada della Mela e dei Sapori delle Valli di Non e di Sole”. In questo immenso frutteto che si estende dalle Maddalene alle Dolomiti di Brenta maturano pere, amarene, lamponi, fragole, ciliegie, albicocche, susine, noci ed alcune delle varietà più pregiate di mele come: Golden Delicious, le Red Delicious, Fuji, Gala e Renetta Canada.
Inoltre, nei pressi del Lago di Santa Giustina si coltiva il vitigno dal quale stilla il pregiato rosso “Groppello di Revò”.
I vigneti di quest’area, sebbene eretti in forte pendenza, godono di una perfetta esposizione al sole e di un’altitudine maggiore rispetto ad altri vitigni, ragion per cui l’IGT Groppello di Revò matura in leggero ritardo e la vendemmia è posticipata ad autunno inoltrato, quando ormai i filari sono colorati di oro e di rosso.

Dal ricco terreno della Val di Non si raccolgono anche verdure particolarmente saporite come cavoli, patate, fagioli, pomodori, melanzane, broccoli e direttamente dagli alpeggi provengono i gustosi formaggi di malga come il Trentingrana e il Casolèt della Val di Sole ma anche salumi nostrani come lo speck e la Mortandèla affumicata della Valle di Non.



Questa splendida valle è un luogo in cui regnano il silenzio e la tranquillità; inoltre, l’immobilità dei paesi, dei castelli e dei santuari conferisce alla Val di Non un’aura di atemporalità e sacralità unica e quasi impossibile da spiegare con le parole.
Per queste ragioni, usufruendo degli ultimi sprazzi di sole che l’autunno offre, organizzare passeggiate lungo i sentieri naturali può rivelarsi un’esperienza eccezionale ed infinitamente emozionante.
La Valle di Non è inserita nel Parco naturale provinciale dell’Adamello-Brenta, la più estesa zona protetta del Trentino con oltre settecento chilometri di sentieri che offrono la possibilità di camminare in totale simbiosi con la montagna ed ammirare il meraviglioso lavoro della natura che ha arricchito questi luoghi di una moltitudine di laghetti, canali e cascate.. un vero piacere per gli occhi e per il cuore.
Sostare poi di fronte ad uno degli incantevoli panorami che la valle offre e lasciarsi baciare dai raggi del sole respirando l’aria pulita che profuma di fresco e di fiori vi farà dimenticare per un attimo tutti i vostri problemi.
Inoltre, se sarete fortunati avrete anche la possibilità di ammirare alcuni esemplari di orso bruno nonché volpi, tassi, faine, martore, camosci, stambecchi, marmotte e lepri.



Oltre alla natura rigogliosa e affascinante, la Val di Non è caratterizzata anche da piccoli borghi di origine contadina, testimoni della sua storia e da castelli e residenze gentilizie che fanno capolino tra i boschi e i frutteti.
Imperdibili ed infinitamente romantici sono, in particolare, il Castello d’Altaguardia, il Castel Thun, il Castel Valer, Castel Bragher ed, infine, il Castel Malgolo.

[ Autore: Ilaria Frapiccini ] Pubblicato: 26/09/2011 Letto: 3432 volte