Processione del cristo morto - venerdì santo a cascia

Cascia, Viale santa rita
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Processione del Cristo Morto - Venerdì Santo a Cascia

La Processione partirà alle 21:30 dal Sagrato della Basilica di Santa Rita, per scendere verso la Collegiata di Santa Maria, attraversare piazza Garibaldi e piazza San Francesco. Risalire alla Basilica di Santa Rita passando per Via Roma, per la tradizionale Benedizione.
La Processione del Venerdì Santo a Cascia è carica di misticismo e tradizione.

<< “Miserere mei, Deus, secundum magnam misericordiam Tuam …” Il canto polifonico del Miserere accompagna la Processione del Cristo morto. La natura penitenziale del rito ricorda l’origine medievale della rievocazione della Passione di Cristo in forma processionale con la flagellazione dei penitenti, l’implorazione della misericordia e l’invocazione della pace che nasce con il Movimento dei Disciplinati, promosso a Perugia nel 1260 da Raniero Fasani.

Processioni di flagellanti si organizzano anche a Cascia ad opera della Compagnia dei Disciplinati che assume poi, come in altri luoghi, le forme organizzate della Confraternita dedita non solo a pratiche di penitenza, ma anche di assistenza, come attesta la concessione dell’indulgenza del Vescovo di Spoleto Bartolo dei Bardi del 1329 per opere di pietà e di misericordia.

La Confraternita dei Disciplinati, in cui confluisce quella di S. Sebastiano, si trasforma (sec. XVI) nella Confraternita della Misericordia o della Buona Morte.

Resta la cura della Processione del Cristo Morto senza la pratica della flagellazione e la Passione viene rappresentata con quadri viventi; sostituiti nel Settecento con gruppi di statue di cartapesta montati su ruote e denominati “giudii”. Gli attuali stendardi, che raffigurano le quattordici scene della Via Crucis, sono opera del pittore casciano Achille Magrelli che li dipinse alla fine dell’Ottocento.

La Processione è aperta dalla pesante croce della Confraternita della Buona Morte, seguita dal Battistrada e da tre donne che rappresentano la “Fede” la “Speranza” e la “Carità”. I portatori di pane e vino, che alludono all’ultima Cena, precedono i personaggi del Giovinetto, di S. Pietro, di Caifa, di Giuda, Erode, Pilato e Barabba. Seguono gli stendardi della Via Crucis illuminati da lanterne ed animati dalla presenza di uno o più figuranti che ricordano gli antichi quadri viventi.

Incedono quindi i penitenzieri, vestiti di sacco e incappucciati, che camminano scalzi sotto il peso della croce e che trascinano pesanti catene legate alle caviglie o appoggiate sulle spalle. Il loro cammino è illuminato con la torcia da un accompagnatore che presta soccorso in caso di necessità. Il corteo prosegue con la Croce di mezzo, la settecentesca Croce a vento, seguita dalla Banda musicale e dal baldacchino che protegge il reliquiario della Sacra Spina (donata nel 1625 dal cardinale Fausto Poli), sorretta dall’arciprete di Cascia che indossa il piviale rosso, simbolo del martirio. Il gonfalone del Comune precede il cataletto (sec. XVI) con la statua del Cristo Morto sorretto dai Confratelli della Buona Morte. Seguono un sacerdote con un piviale viola, simbolo di penitenza, il corteo dei bambini e giovinetti, la statua della Madonna Addolorata e un sacerdote con il piviale nero, simbolo di lutto. Chiude la processione il corteo di popolo.
(Tratto da http://www.spoletonline.com/?page=articolo&id=8365) >>


[ Autore: Confraternita Buona Morte Cascia ] Data pubblicazione: 08/03/2018 Letto: 252 volte



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