La forma dello spazio

Milano, Cenisio, 50
Esposizioni
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Spesso pensiamo allo spazio come ad un attore secondario della composizione, un ‘contenitore’ dove un racconto ha luogo. In questa interpretazione una dicotomia tra le parti è all’opera: vuoto contro pieno, soggetto contro sfondo.È la stessa dicotomia che caratterizza molti altri fenomeni nel nostro modo di ragionare; si pensi, per fare solo qualche esempio, alle coppie luce / ombra oppure suono / silenzio o ancora moto / staticità, dove apparirebbe come inevitabile il carattere di esclusività della relazione.
Basta però soffermarsi un momento su questi esempi per riflettere come sia allo stesso modo vero che, all’interno delle dicotomie, i termini tanto si escludano quanto si definiscano a vicenda.L’uno descrive l’altro, l’altro marca i confini dell’uno. CosaÈ l’ombra? È l’assenza di luce. Cosa È il silenzio? È l’assenza di suono. Cosa È la staticità? È l’assenza di moto.
Torniamo allo spazio, il quale prova ulteriormente questa logica. Lo spazio è importante perché definisce il soggetto che in esso agisce e il soggetto, secondo la logica sopra esposta, dunque, a sua volta definisce lo spazio. Maggiormente importante è che solo la loro somma può dare vitaall’opera. Gli studidella teoria Gestalt loevidenziarono in maniera scientifica: la simbiosi tra sfondo (spazio) e figura di primo piano (soggetto) è viva e vitale.
Se lo spazio ha utilità di chiarezza visiva, esso puòanche essere, ed è, un valore. La Forma Dello Spazio getta una luce sul suo valore estetico. Gli artisti presenti—Cislaghi, Esposito, Rossi, Ugoni—dedicano una attenzione particolare alla strutturazione visiva (e fisica), delle loro opere. Nelle loro figurazioni essi hanno un modo personale di ‘narrare’ lo spazio, facendone avvertire la presenza in maniera forte. Ora liquido (Rossi) ora grafico-geometrico (Ugoni), in alcuni casi con il rigore di prospettive spesso vertiginose (Esposito), in altri fino a frangersi affilato in piani metallici (Cislaghi), lo spazio dei quattro artisti rivendica un ruolo daprotagonista nel loro discorso artistico.
Andrea Cislaghi
L’arte di Andrea Cislaghi non è espressione fine a se stessa, è necessità inarrestabile di dare vita e pensiero alla materia.
Cislaghi è nato nel 1971 a Boffalora. Una terra di tradizione manifatturiera e agricola, dove l’artista sviluppa fin dall’infanzia una sua personale estetica legata al potere evocativo del quotidiano, influenzata dalla cultura steampunk, così come dai classici dei fumetti dell’epoca, come Dylan Dog, Mr. No, Tex e il Comandante Mark. Lavorando in una fabbrica che fornisce materiale industriale per motori elettrici, l’artista trova nei semi-lavorati di ferro e cemento, piegati in forme stilizzate ed essenziali, caricaturali e astratte, uno stimolo espressivo costante. Si tratta di opere imponenti, realizzate in ferro tagliato a laser, saldato a filo e talvolta con l’inserimento di elementi in cemento. Le sue tematiche si sviluppano su due binari: la dinamica, il movimento meccanico, con cui è a contatto ogni giorno sul lavoro e gli affetti, la semplicità della vita di provincia, in cui ritrova la tenerezza della famiglia e dei ricordi.
Negli ultimi anni Cislaghi ha esposto in una serie di mostre a Milano, in location varie, come lo Spazio E, lo Spazio TID, l’ampio showroon milanese noto per le sue collaborazione con Elle Décor e l’Istituto Marangoni, presso lo spazio multifunzionale I Sentieri dell’Eden a Serina (BG), lo spazio espositivo di Sisal Wincity, Castelli Gallery, Bys Milano e lo spazio Seicentro.
Massimiliano Esposito
Massimiliano Esposito (in arte Maximilian) nasce a Milano nel 1969. Le sue prime opere trattano soggetti di carattere favolistico, in linea con la tradizione classica delle illustrazioni per l'editoria. Dal 1992 al '94 si dedica a dipinti murali di grandi dimensioni dal carattere scenografico con l'utilizzo costante della figura umana. Nel 2012 Massimiliano decide di cambiare orizzonte trasferendosi a Parigi. Qui continua la sua attività di pittore, partecipando anche a diverse mostre.
Le opere in mostra fanno parte di una serie, Les Chambres Du Petit Garçon, che Maximilian ha dipinto fra il 2013 e il 2017. Un fanciullo si presenta in uno spazio vuoto fatto di porte. Le porte sono chiuse o aperte sul vuoto, un vuoto nero e indefinito. Il personaggio a volte è una piccola figura solitaria, prigioniera di immensi spazi dove la prospettiva si sviluppa verso l'alto, apparentemente senza fine. Egli si presenta come uno scolaro vecchio stile oppure mostra un profilo androgino dove l'ambiguità sessuale bene esprime la sua pre-adolescenza. Egli si trova dunque nel momento della vita dove l'innocenza e i giochi dell'infanzia lasciano il posto ai primi turbamenti, ai dubbi e alle paure dell'età adulta.
Andrea Rossi
Si potrebbe definire Andrea Rossi (Milano, 1972) un comunicatore che offre osservazioni e domande sul senso dell’essere, a partire, anche, dalle relazioni del soggetto col suo contesto fatto di persone, oggetti, luoghi e situazioni.
Sia formalmente che concettualmente si evidenziano, nelle dinamiche di quelle relazioni, aspetti di unitarietà e interdipendenza. Insieme persone, oggetti, luoghi, situazioni, fanno emergere un continuum al tempo stesso somma delle parti e unica vitale entità. Essere significa proprio questa unità.
Presente nel lavoro di Rossi è l’utilizzo di simboli e archetipi che vanno a costituire il cast dei suoi ‘paesaggi visivi’. Reali e surreali tranche-de-vie emergono a testimonianza delle manifestazioni di questi personaggi e delle loro relazioni; il tutto, spesso, svolto in una dimensione fortemente narrativa. Una vasta gamma di emozioni, dal dramma alla gioia, dall’ansia alla tranquillità, vengono restituite; per descriverle, Rossi impiega una iconografia sincera e diretta.
Rossi si è diplomato prima all’Istituto Statale d’Arte di Monza e successivamente alla Nuova Accademia di Belle Arti di Milano. La sua tesi di diploma, Ambienti Interattivi, è risultata in un progetto interattivo ispirato a Coupé, automobile prodotta da Fiat. Relatore della tesi è stato Paolo Rosa, di Studio Azzurro. Il suo lavoro è stato esposto in vari paesi, tra cui Germania, Italia, Gran Ducato del Lussemburgo, Regno Unito e USA.
Marco Ugoni
Marco Ugoni nasce il 09 ottobre del 1972 a Milano e disegna e dipinge da quando ha memoria. Dopo aver conseguito il diploma di maturità artistica nel 1991, prosegue i suoi studi presso la facoltà di Architettura, progetto che accantona per dedicarsi alla vita lavorativa e artistica.
Negli anni ricerca e elabora un linguaggio, uno stile ben preciso e distinguibile, che lo porta a realizzare diverse mostre,esponendo(si) per la prima volta nell’ottobre 2012.
Con verità e coraggio, “Ugo” inizia a rivelare il suo personale sentimento del mondo, attraverso la restituzione di una realtà otticamente deformata e visivamente ri-formata, secondo gli elementi di base della stessa grammatica percettiva: punto, linea, superficie.
È l’inizio di un “rivelarsi” che, per paradosso, non fa che dare accesso a sempre nuove zone nascoste, conducendo Ugoni sul percorso segnato e felice di ogni “poderosa” personalità artistica.
E Ugoni non si esime dal segnare, tracciare, vergare: linee su linee, limiti, soglie, confini. Così ogni cosa diventa labirinto, ossessivo ed elegante. E la mano, ad ogni linea più esperta, rincorre un’ideale di purezza, in una ricerca di perfezione che con coraggio riveli la grande illusione: che la realtà sia limpidamente intellegibile, al di là dell’opinabile (ma artistica) soggettiva interpretazione.


[ Autore: Andrea Cislaghi, Massimiliano Esposito, Andrea Rossi, Marco Ugoni ] Data pubblicazione: 14/04/2018 Letto: 202 volte

Prezzo: Ingresso libero

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