Itinerari Inghilterra. Inghilterra e Scozia

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Itinerario

Inghilterra e Scozia
Regione/Stato. Inghilterra

[ Su gentile concessione di : Elio Borghi Internet's Site ]

Note di carattere generale
Scelta periodo: Abbiamo scelto questo periodo per i seguenti tre motivi:
solo nella bassa stagione si aveva possibilità di poter fruire di quattro settimane di ferie;
maggiori possibilità di poter parcheggiare liberamente, non avendo intenzione di fruire dei campeggi;
le statistiche affermano che maggio-giugno sono i periodi meno piovosi (ed è stato vero). Si guida a sinistra: Qualche problema agli incroci nel voltare a destra, giacché non si aspettano mezzi da quella parte. Numerose rotatorie (around about) facilitano gli incroci. Ne esistono di diversi tipi: singole, doppie, triple, con avvitamento, salto mortale, ecc.... Le strade: Sono ottime: in 4.541 Km non abbiamo trovato più di dieci buche. Anche le famose single track road sono in ottimo stato, neanche quelle più remote sono un problema. La segnaletica è ridotta all'osso, solo quella essenziale. Righe bianche a terra dappertutto. Solo eccezionalmente doppia o singola riga continua. Agli incroci, o alle rotatorie, arrivare sapendo bene il numero della strada da prendere e verso quale direzione; a tale proposito, sulle grandi arterie è solitamente evidenziato anche il punto cardinale. Le autostrade sono gratuite (è uno dei controsensi inglesi...) Costi del mezzo: llaggi più remoti - con qualche eccezione in Scozia. Arrivati nel Regno Unito, si mette in moto un meccanismo perverso per cui, cammini o stai fermo, paghi in ogni caso. Il gasolio va dalle 2100 alle 2600 lire/litro. Se ti fermi i "Pay and display" (che vanno dalle 900 lire/ora a 10000 lire/ora) ti perseguiteranno ovunque - anche nei vi La sosta: Il Regno Unito si divide in tre parti: quella centro-meridionale-orientale dove imperversa il "Pay and display", il nord ed il centro-occidentale un pochino più permissivi, il sud-occidentale costoso e raffica di barriere a 2 metri. Di pari diffusione (specie nella centro-meridionale-orientale) è il cartello "No parking overnight". Pochi i siti, quindi, dove si possa liberamente pernottare. Molti parcheggi sono free la domenica e dal tardo pomeriggio alla mattina (solitamente 18.00-09.00). Comunque, cercando un po', un posto si trova sempre. Certamente potrebbero sorgere problemi per carovane di camper (l'ideale sarebbe essere soli...). Sulle autostrade, oltre al "No parking overnight", se la sosta supera le due ore, occorre pagare! Numerosi parcheggi dei supermercati sono a pagamento e vietata la sosta notturna. Tutti i parcheggi da noi utilizzati, anche quelli dei villaggi più remoti, avevano accanto i servizi pubblici, maschietti, femminucce, portatori di handicap e fasciatoio bambini! I bagni sono stati trovati sempre in perfetto ordine, puliti, acqua calda e fredda; si potrebbe dire "eleganti"!
Campeggi: Cancelleremo un mito, ma, salvo eccezioni molto limitate, i campeggi inglesi sono degli enormi campi di concentramento! Ampi, silenziosi, tra il verde quanto si vuole, ma quella sfilza di roulottes tipo circo (lunghe forse una decina di metri) in fila ed in parallelo, senza ruote. Siamo itineranti, quindi non ricorriamo ai campeggi. Abbiamo fruito del campeggio di Epping (vedi dettaglio dell'itinerario) perché a Londra non è possibile sostare liberamente, e quello di Edimburgo, nuovissimo e secondo lo stile europeo.
Approvvigionamenti: Non ci sono problemi in nessuna parte. Anche nelle più remote località si trovano supermercati. Quasi impossibile trovare pane con crosta croccante... Il gasolio è presente in ogni villaggio; il suo costo varia da circa 70 a oltre 85 pences per litro (dalle 2150 alle 2600 lire) ed il costo maggiore è al Nord. I meno costosi sono quelli adiacenti i centri commerciali. L'acqua è disponibile gratuitamente presso ogni distributore di gasolio, con presa normale come quella in Italia; ma a volte c'è quella piccola, altre quella grande. Munirsi dei raccordi presso un normale negozio di hobbistica (tipo OBI) per giardinaggio. Sono di plastica, intercambiabili e costano una sciocchezza. L'acqua, specie in Scozia, non è sempre potabile ed ha anche un colore giallastro. Per il GPL, invece, i distributori sono molto rari. Al Foreign & Commonwealth Office ci hanno trovato la lista dei distributori (attenzione, non sempre sono aree di servizio, ma sono semplici negozi che vendono gas nelle diverse confezioni) che risulta anche sul sito internet www.autogas.uk. Per quanto riguarda l'attacco al serbatoio GPL italiano, ci eravamo posti il problema che poi era stato risolto, dietro suggerimento dell'amico esperto di Inghilterra Mosè Banfi con l'acquisto in Italia dell'apposito riduttore... Invece, nel Regno Unito non c'è un unico standard ma ogni distributore ha la serie di riduttori idonea comunque al rifornimento. Scarichi: Questo è un problema che va risolto ricorrendo necessariamente ai ... campeggi. Sicurezza: Non esistono problemi particolari. Per l'itinerante fare attenzione il venerdì ed il sabato, giornate in cui gli inglesi sono soliti alzare il gomito. Per questi due giorni prendere qualche precauzione. Cambio: Un viaggio nel Regno Unito fa sballare tutti i possibili preventivi di spesa... Per un cambio ufficiale di 2.970 lire si può cambiare sul posto a non meno di 3160-3250 lire. Cambiando in Italia si è intorno alle 3.000 lire (se la Banca è onesta). Consigliamo, quindi, di arrivare a Dover con le sterline acquistate in Italia (parte magari in travel cheque da cambiare solo in banca perché, altrimenti, c'è un aggio dall'1 al 2 per cento!) e fare ricorso massiccio alla carta di credito. Se il limite di utilizzo della propria carta di credito non fosse sufficiente (fare attenzione all'accavallamento con le spese precedenti nel periodo immediatamente prima dell'addebito), attraverso la propria banca fare un versamento preventivo sul conto della carta di credito che aumenterà così parimenti il limite di utilizzo. Nelle presenti note, per la determinazione dei costi, si intendono: Lira sterlina: 3100 lire; Franco francese: 300 lire; Franco belga: 50 lire; Franco svizzero: 1230 lire Orari: E' un problema per noi italiani: solitamente dalle 9 alle 17, poi il coprifuoco! Così, anche itinerari studiati alla perfezione (noi abbiamo scritto un apposito programma per stenderci gli itinerari con i tempi di percorrenza e visita - da seguire come limite massimo per completare il giro e tornare a casa in tempo per la fine delle ferie) saltano. Anche le visite a Gallerie, Musei, Cattedrali, hanno il loro bell'orario limitatissimo. Sabato pomeriggio e domenica tutto chiuso (fanno eccezione alcuni supermercati che tengono aperto fino alle venti - ma sono molto sporadici). Autoradio: Nelle ore diurne si possono ascoltare, in genere, solo programmi "parlati". Nelle remote località la ricezione di un qualsiasi programma è difficoltosa. Televisione: Se non si ha il satellite, lasciarla a casa. Biciclette: Noi non le abbiamo, ma se le avessimo avute e portate, le avremmo usate. Indumenti: Noi, nel nostro periodo, abbiamo usato da canotte/pantaloni corti/ciabatte a maglioni/giacche a vento/scarpe invernali e peccato che non avevamo gli scarponi! Portare ombrelli e k-way, anche se in Scozia gli Scozzesi non li usano neanche coi temporali. Percorso Ancona-Calais: Col Monte Bianco chiuso occorre passare per la Svizzera. Si sa che le autostrade francesi sono costosissime. Sul posto abbiamo optato per seguire il percorso Milano-Como-Bellinzona-Lucerna-Basilea-Strasburgo-Metz-Arlon-Namur-Lilla-Dunkerque-Calais (pari a 1585 chilometri, tutta autostrada) scampandola con sole 31.800 lire per le autostrade francesi! Naturalmente occorre aggiungere quelle per l'Italia e le 52.000 per la Svizzera che ci serviranno anche per il ritorno. La parte belga è gratis come pure il tratto nord della Francia e la parte a sud del Belgio. Percorso Calais-Ancona: Poiché alla precedente visita a Parigi non era stato possibile visitare Versailles (era proprio il primo maggio) ed avendo un giorno da spendere, abbiamo fatto il tragitto Calais-Boulogne-Abbeville-Beauvais (e fin qui ci hanno salassato con 51.000 lire per poco più di 200 km! ). Alla partenza da Versailles, perciò, abbiamo studiato un nuovo itinerario che eludesse le costose autostrade. E' venuto fuori il seguente percorso:
Da Versailles seguire le grandi vie di uscita dalla metropoli per Digione (Dijon).
Uscire a Evry e seguire scrupolosamente i cartelli verdi (i bleu portano alle autostrade) per:
Corbeil-Essonnes, Melun, Monterau: questa parte è un po' complessa, ma percorribile ad una media di 70/90 Km orari;
Bray, Nogent, Troyes, Bar sur Aube, Chaumont, Langres, Vesoul, Belfort: lineare, ad una media di 90/100 km/h;
Altkirch, Basilea: un po' di curve, ma percorribile ad una media di 70/80 Km/h.
Quindi, da Basilea, autostrada (già pagata all'andata col bollino, fino a Lugano). Attraversamento Svizzera: La rete viaria interessata dal nostro itinerario è, in buona parte, un immenso cantiere stradale. Per Basilea dovrebbe essere conveniente rimanere sull'autostrada fino a Neuen bg e deviare per Mulhouse. Così anche per il ritorno. Al momento, attraversare Basilea costa almeno un'ora, sia all'andata che al ritorno. Il Gottardo è un altro problema. Evitare il rientro in Italia di sabato e domenica. Parimenti evitare la domenica per l'andata. Idem per Lugano. Nella parte relativa all'itinerario si parla della lunghezza delle code. Continua>>>>>

[ Autore : Elio Borghi Internet's Site]
Visita il sito web dell'autore: http://members.xoom.it/elioborghi

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