Oasi ialiane WWF

Friuli Venezia Giulia

Oggi il WWF Italia gestisce 134 aree protette per un totale di circa 39.000 ettari. Visitate le Oasi del WWF Italia. E la maniera più vera, più viva, più coinvolgente per conoscere il WWF. Ed è anche un modo concreto per contribuire alla loro esistenza. Andate in treno nelle Oasi del WWF e andateci anche in autunno e in inverno, i mesi dell’anno nei qua­li la natura assume un fascino particolare, straordinario. Le Oasi sono attrezzate per una fruizione corretta dell’ambiente e per una visita finalizzata alla conoscenza e all’educazione ambientale. Vi aspettiamo nei nostri paradisi.... naturalmente in treno. WWF ITALIA - Po, 25/c, Roma • Tel. 06/844971
Riserva di Miramare
Dove si trova:Nel golfo di Trieste.Comprende 30 ettari di mare costiero davanti al Castello e al parco di Miramare.COME ARRIVARE IN TRENO:La Riserva di Miramare è vicinissima alla stazione omonima di Miramare, sulla linea Trieste -Monfalcone-Venezia. Tuttavia, in questa stazione fermano solo alcuni treni locali. In alternativa si può scendere alla stazione di Trieste Centrale e fare una passeggiata lungo il bellissimo litorale sistemato a giardino (8 km), oppure prendere uno dei frequenti mezzi pubblici che collegano Trieste alla RiservaAMBIENTI E FAUNA.Il Parco marino di Miramare è nato nel 1973, prima quindi dell’istituzione ufficiale della Riserva, che risale solo al 1987. Fra tutte le Oasi create per proteggere il patrimonio naturalistico italiano, Miramare è una delle poche dove si è voluto salvaguardare specificatamente un bellissimo e importante esempio di ecosistema costiero, al fine di poterlo studiare e far conoscere. In particolare il tratto compreso all’interno della riserva. gode di condizioni ambientali peculiari. E’ qui, infatti , lungo una scogliera calcare: ricca di anfratti e di grotte,creano correnti marine che risalgono le coste della Yugoslavia e si incontrano in quelle dolci dei fiumi Timavo e Isonzo, dando vita a una notevole varietà e ricchezza di ambienti e di fauna. Diverse sono le specie vegetali e animali presenti in questo ambiente. Dove la costa si immerge gradualmente nella zona di Levante del Castello, i fondali sono tappezzati da una folta prateria marina costituita da Cymodocea nodosa, una pianta marina. Qui vivono e si ri­producono numerosi pesci, granchi, ricci marini e molluschi, che si nutrono dei microorganismi che colonizzano le foglie di questa pianta. Sulle sabbie dei fondali nuotano mimetizzandosi perfettamente sogliole, passere di mare e rombi. Nel tratto di costa antistante il castello, che precipita a scarpata fino a una profon­dità di 18 metri, vivono invece gli animali tipici di scogliera.Molte le tane e anfratti occupa­ti da polpi, murene e diverse specie di crostacei. Lo scorfano, invece, rimane immobile sulla scogliera pro­tetto dai suoi colori estrema­mente mimetici. Ma nella scogliera troviamo an­che le bavose e i coloratissirni labridi, e poi gamberi, ricci, stelle di mare e moltissime attinie, che con i loro tentacoli si procura­no il cibo filtrando il plancton marino. Gruppi di saraghi, occhiate e salpe si aggirano lungo gli scogli sommersi e infine, verso il mare aperto, si avvistano facilmente branchi di sardi­ne, acciughe, sgombri e aguglie.Fra le tante alghe rosse, verdi e brune presenti a Miramare va citata l’alga bruna Fucus virsoides, detta “quercia marina”, che insieme ai mitili vive lungo la scogliera nella zona interdi­tale, quella cioè bagnata solo nei periodi di alta marea. Purtroppo a causa dell’inquinamento questa rara alga, presente solo in un altro breve tratto di costa, rischia ormai l’estinzione. INFORMAZIONI Il Parco terrestre adiacente al bellissimo Castello di Miramare è aperto tutto l’anno e tutti i giorni della settimana. Le visite subacquee di effettua­no dal 1 aprile al 30 ottobre, solo il sabato e occasionalmente la domenica. Per prenotazioni rivolgersi alla segreteria del­la Riserva Marina: telefono 040/224147
Bosco di Vanzago
DOVE SI TROVA:In provincia di Milano e nel comune di Vanzago, si estende per 143 ettari nella Pianura Padana.Come arrivare in treno:La riserva è facilmente raggiungibile dalla stazione di Vanzago sulla linea Milano­Rho-Gallarate.Non esistono mezzi pubblici che collegano la stazione alla Riserva, ma il tratto da percorrere sulla strada comunale Vanzago-Mantegazza è solo di 1,8 km.Ambiente e fauna:Nata in origine come tenuta privata, Vanzago è stata donata al WWF nel 1977. Di tutti gli ambienti presenti nella Riserva Naturale il bosco è senz’altro quello che caratterizza di più l’area protetta e che rimane più impresso per la sua varietà e integrità. Quasi non sembra vero a pochi chilometri da Milano e dalla zona industriale di Rho, di poter camminare tra farnie, roveri centenari, castagni, pioppi, olmi carpini e be­tulle, lungo i sentieri natura creati dal WWF. E’ questo il regno indiscusso del capriolo che, reintrodotto nel 1950 con tre esemplari, si è riprodotto fino a raggiungere una popolazione di 40 capi. A causa dell’estrema timidezza di questo erbivoro e dell’acutezza dei suoi sensi è difficile incontrarlo. Il più delle volte lo si intravede nel folto sottobosco di pungitopo, felci e sambuchi, e solo i più fortunati hanno l’occasione di vederlo da vicino. Altri mammiferi abitano il bosco di Vanzago, fra questi alcuni piccoli roditori tipici della fauna silvestre come il topo quercino e il ghiro, che trascorre tutto l’inverno in un tranquillo letargo.Sempre nel bosco è possibile osservare la colombaccia, la tortora, il torcicollo, il picchio rosso maggiore e il colorato rigogolo.Dove finisce il bosco hanno inizio le aree coltivate che rivestono una notevole importanza nella realtà della Riserva Naturale.Le coltivazioni più interne rap­presentano infatti un’importante fonte di cibo per gli animali selvatici, non solo i caprioli, ma anche lepri, conigli selvatici e fagiani. Se i boschi e i campi ricoprono la superficie maggiore dell’Oasi, non manca tuttavia un importantissima zona umida costituita da due laghi e tre lanche, alimentati dalle acque del­l’alto corso del Ticino.Quest’area offre rifugio a decine di specie di uccelli stanziali e di passo.È possibile osservare i bellissimi cigni reali come pure il germano reale e la gallinella d’acqua, che un tempo scomparsa, nidifica ora indisturbata nella Riserva. Moltissimi uccelli, tra cui le oche selvatiche, i moriglioni e i codoni, si fermano a Vanzago per trascorrervi l’inverno prima di riprendere il loro viaggio verso il nord. Ricchissima anche la fauna acquatica che popola i laghi: sono presenti trote, lucci, carpe e pesci persici, e inoltre la raganella, il tritone, il rospo smeraldino.Da quando Vanzago è divenuta un Oasi del WWF, grazie alla buona gestione e all’intento di conservazione dell’ambiente, sono state riportate nell’area diverse specie un tempo scomparse. Oltre a quelle già citate ricordiamo la testuggine palustre, il tasso e diversi uccelli. INFORMAZIONI L’Oasi è aperta tutto l’anno, il sabato, alle ore 9,30 e alle 14,30. Le scolaresche e i gruppi gli altri giorni su prenotazione presso la Direzione della Riserva, tel. 02/93549076 o al Centro Recupero Fauna Selvatica, telefono 02/9341761, dal lunedì al venerdì.
Valle Averto
Dove SI TROVA:In provincia di Venezia e nel Comune di Campagna Lupia. si estende per 500 ettari ai margini della Laguna Veneta.Come arrivare in treno:Scendendo alla stazione cli Venezia-Mestre, è possibile raggiungere l’Oasi con gli autobus della linea Venezia­Chioggia. Il tragitto è di 20 km Con partenza dalla stazione e arrivo alla fermata di Lugo di Campagna Lupia. L'ingresso dell’Oasi è dalla parte opposta della strada statale Romea, a 50 metri dalla fermata.AMBIENTI E FAUNA:Nell’Oasi di Valle dell’Averto, domina l’ambiente lagunare. Situata all’interno della vasta laguna di Venezia, l’area protetta comprende numerosi specchi d’acqua salmastra con diversi isolotti sabbiosi coperti da vegetazione palustre. In questa zona, dove nelle acque marine confluiscono numerosi corsi di acqua dolce, si conservano gli ambienti più integri dell’intera laguna Veneziana. Man mano che ci si allontana dalla riva aumenta il grado di salinità delle acque, a causa dell’influsso sempre maggiore dei cicli di marea. Questo è confermato dall’alternarsi della vegetazione, che passa gradualmente dai caratteristici canneti a specie più alofile, quali le salicornie e le salsole. che tollerano una salinità più elevata.Verso l’entroterra.boschetti di pioppi. salici,ontani e tamerici circondano le acque dolci. La ricchezza degli ambienti naturali presenti in questo lembo palustre permette di ospitare una fauna altrettanto ricca e varia. Fra le anatre sono presenti per esempio le alzavole, i germani reali, le marzaiole, le morette i moriglioni, le canapiglie e il raro fistione turco. Ma troviamo anche l'airone cenerino e le garzette, mentre tra i limicoli, che prediligono i fondali molto bassi per setacciare la sabbia in cerca di cibo, si contano,chiurli, piovanelli, corrieri e beccaccini. Infine tra i rapaci troviamo il falco pescatore, l’albanella reale. Spesso parlando di lagune si tende a trascurare l’importanza che riveste in questo ambiente il folto canneto. Tuttavia, è proprio tra le canne che vivono e nidificano indisturbati uccelli come l’airone rosso il tarabuso, il tarabusino, il basettino, il porciglione così come tanti anfibi, rettili e insetti, che sfuggono allo sguardo dell’osservatore più attento. Anche il falco di palude si ferma al coperto del canneto per mangiare la preda o riposarsi. D'altronde la palude, fatta eccezione per qualche ramo trasportato dalla corrente, non offre ai rapaci molti posatoi. Nella Valle dell’Averto vivono anche mammiferi come il tasso, la faina e la puzzola. Da qualche tempo è stato introdotto nella riserva il bufalo, originario delle paludi pontine, che vive oggi allo stato brado con una dozzina di capi. INFORMAZIONI L’oasi è aperta tutti i giorni dell’anno. Serve però la prenotazione telefonica al numero 041 5185068 (solo ore 13,00- 14,00)
Lago di Alviano
DOVE SI TROVA:In provincia di Terni e nei Comuni di Guardea e Alviano. Si estende per 900 ettari, di cui una piccola parte nel Lazio C0ME ARRIVARCI:Dalla stazione di Alvilano sulla linea Roma-Firenze si prosegue a piedi per 4 km fino all’ingresso dell’Oasi. Tuttavia, a solo i km dalla stazione, si può raggiungere l'argine artificiale annesso alla diga, da cui parte un per­corso di 2 km. AMBIENTI E FAUNA Nato da uno sbarramento delle acque del Tevere, il lago di Alviano, è uno dei rari casi in cui l’opera dell’uomo è riuscita a creare un'mportante ambiente naturale. Rapidamente colonizzato da una ricca vegetazione palustre e dalla tipica fauna acquatica, esso rappresenta oggi uno dei più importanti ambienti umidi dell’Umbria. Le acque del lago degradano verso i margini più settentrionali allo sbocco del Tevere, formando vasti acquitrini ricchi di canneti, giunchi, scirpi e tife, e bordeggiati in più punti. dal bosco igrofio con ontani, salici e pioppi. Trovandosi lungo la linea migratoria che segue il corso de Tevere, lOasi di Alviano rifugio essenziale per moltissime specie di uccelli acquatici che qui vengono a sostare nidificare. Visitando l’Oasi nei lunghi mesi invernali è praticamente impossibile non vedere i cormorani, le folaghe, gli aironi e nerini e le migliaia di anatre di diverse specie come i moriglioni, le morette, i mestoloni e i fischioni. Nelle acque meno profonde vivono le nitticore, i tarabusini, i beccaccini, i porciglioni le gallinelle d’acqua, che nel folto del canneto trovano non solo cibo e riparo, ma anche a volte un buon nascondiglio per il nido. Ad Alviano sono presenti specie rare come l’oca selvatica, il falco di palude, i falco pescatore, la spatola, il mignattaio, la pittima reale e il cavaliere d’Italia. In mezzo alle lenticchie d’acqua e alla vegetazione sommersa vivono inoltre numerosi anfibi che, insieme ai pesci e a diversi organismi più piccoli che pullulano nei fondali, costituiscono la fonte di cibo primaria di un’avifauna talmente ricca da contare in alcuni anni fino a 6000 esemplari. Infine ricordiamo tra i mammiferi la presenza delle nutrie, che vivono nei confini dell’Oasi riunite in colonie. INFORMAZIONI :L’Oasi è aperta dal 1°settembre al 30 aprile, il sabato, la domenica e i festivi per i visitatori singoli e gruppi organizzati, alle 10,00 e alle 14,00 per le scolaresche gli altri giorni (escluso il martedì), su prenotazione presso l’Oasi, telefono 0744/903715.
Laguna di Orbetello
Dove si trova:In provincia di Grosseto e nei comuni di Orbetello e Albinia, la laguna (divisa in laguna di Ponente e laguna di Levante) unisce con i suoi tomboli il promontorio dell’Argentario al continente. La riserva Naturale, che si estende per 800 ettari, comprende una propaggine settentrionale della laguna di Ponente, separata dal mare dal tombolo della. Giannella.Come arrivare in treno:Si scende alla stazione di Albinia lungo la direttrice Roma-Livorno-Pisa e dopo un percorso a piedi di 20 mi­nuti si raggiunge l’entrata dell’Oasi, da cui partono le visite. Dato però che alla stazione di Albinia fermano solo pochi treni locali in servizio tra Roma e Grosseto, conviene arrivare fino a Orbetello, sulla stessa linea, e prendere un treno locale in coincidenza. Va segnalato che la linea ferroviaria che collega Orbetello e Grosseto a Siena e a Firenze, via Montepescali, Monte Antico ed Empoli è dal punto di vista paesaggistico una delle più belle d’Italia.Ambienti e fauna:L’Oasi della laguna di Orbetello comprende solo la propaggine più estrema dell’omonima laguna, eppure gli 800 ettari protetti, in un paesaggio ancora integro, ospitano una incredibile varietà di ambienti e una ricchissima fauna. Nelle acque lagunari più profonde vivono soprattutto svassi e anatre tuffatrici come le morette e i moriglioni. In quelle meno profonde invece troviamo le spatole e i bellissimi fenicotteri. Lungo le striscie di sabbia che circondano la palude, incrostate di sale e colonizzate da una vegetazione a salicornia, vivono gli uccelli limicoli, piccoli uccelli dal becco e dalle zampe lunghi, che si nutrono dei piccoli molluschi e invertebrati che trovano nel fango. Sulle rive dei numerosi isolotti che affiorano dalle acque si riposano invece gli aironi cenerini, gli aironi bianchi maggiori e le garzette. Questi isolotti, ricoperti da folti canneti, sono molto amati dalle specie che nidificano nella Riserva, fra cui le folaghe. Verso l’entroterra i canneti lasciano gradualmente il posto alla macchia mediterranea con lentischi, filliree, lecci e rovi. La macchia ospita diversi passeriformi come l’occhiocotto, la sterpazzola, l’usignolo e il beccamoschino, ed è qui che si nascondono volpi, tassi e diversi altri piccoli mammiferi. Procedendo verso l’interno, troviamo alcuni stagni di acqua dolce, pieni di raganelle e circondati da boschetti di salici e pioppi, dove nidifica il pendolino. La ghiandaia, l’upupa e il cuculo dal ciuffo vivono invece nella pineta a ridosso della macchia. Ma la specie che col­pisce di più il visitatore è sicuramente il variopinto gruccione che con il giallo, azzurro, verde e arancione’ del suo piumaggio ricorda lontani uccelli tropicali. E’ difficile incontrare un’ornitofauna tanto ricca e varia quanto quella dell’Oasi di Orbetello. In diversi periodi dell’anno si possono osservare più di 200 specie di uccelli, alcune delle quali nidificanti, altre invece che si concentrano nella laguna durante i passi. Lungo i sentieri di visita con un buon binocolo è possibile scoprire l’incredibile vita che si svolge dentro e intorno le acque della laguna di Orbetello, uno degli ambienti umidi più importanti d’Italia. INFORMAZIONI Aperta dal l settembre al 30 aprile, il giovedì, il sabato e la domenica, alle ore 10,00 e alle 14,00. Le scolaresche gli altri giorni su prénotazione presso il Centro WWF Casale della Giannella, Tel. 0564/820297.
Lago di Burano
Dove si trova:La Riserva Naturale del Lago di Burano si trova in provincia di Grosseto e nel Comune di Capalbio. Separata dal mare da uno stretto tombolo, si estende per circa 300 ettari lungo la costa tirrenica.Come arrivare in treno:Scendendo alla stazione di Capalbio lungo la direttrice Roma-Livorno-Pisa, si può raggiungere a piedi il casale della foresteria del WWF, da cui hanno inizio le visite. Tuttavia, poiché a questa stazione fermano principalmente treni locali è preferibile fermarsi alla stazione di Orbetello, lungo la stessa direttrice, e da qui prendere la coincidenza per Capalbio. Giungendo in treno a Capalbio si gode di una bellissima vista sul lago.Ambienti e fauna:Le acque salmastre del lago sono bordate da un folto ed esteso canneto. Dal canneto si passa direttamente alla macchia mediterranea che ricopre gran parte del tombolo di un manto di vegetazione quasi impenetrabile. Solo verso il mare il ginepro, la fillirea, il lentisco e il mirto della macchia lasciano il posto alle specie cosiddette ‘pioniere’, capaci di resistere alle condizioni più estreme. Queste specie, tra le quali ricordiamo il bellissimo giglio di mare, consentono la formazione delle dune, in quanto con le loro radici consolidano la sabbia. Rappresentando uno dei rari ambienti lacustri salmastri sopravvissuti in Italia, il Lago di Burano, che dei comuni laghi ha solo la forma, ospita nelle sue acque numerosissimi uccelli sia migratori, che si fermano qui durante le lunghe rotte di migrazione, sia stanziali, che vi trascorrono invece tutto l’anno. Dai diversi osservatori disposti lungo i sentieri natura è possibile osservare i falchi di palude, i fenicotteri ,gli aironi, i cormorani, i gabbiani e centinaia di anatre che nuotano indisturbate nel lago. Tuttavia, l’Oasi di Burano non è solo un rifugio alla ricca e varia avifauna, che trova riparo e cibo nelle sue acque e fra i suoi canneti, ma anche di decine di specie di mammiferi, rettili e insetti, che vivono sulla sabbia e sotto l’intreccio di rami e spine della macchia. Può capitare di incontrare la rara testuggine terrestre, la donnola e il riccio, mentre attardandosi verso l’imbrunire è possibile vedere l’istrice, la puzzola e forse il tasso. Testimonianza della ricca vita che si svolge a Burano è l’intricato tappeto di orme che gli animali lasciano sulla sabbia nel loro indisturbato via vai quotidiano, reso possibile dall’opera di sorveglianza svolta dalla guardie del WWF. INFORMAZIONI L’Oasi è aperta al pubblico dal 1 settembre al 31 maggio. Le visite guidate si svolgono la domenica con partenza alle 10.00 e alle 14.30. Per le comitive (più di 20 persone) si organizzano visite anche il sabato, previa prenotazione. Per le scuole tutti gli altri giorni, sempre prenotando. Per informazioni e prenotazioni contattare la Riserva allo 0564 898829.
Macchiarotonda
Dove si trova:In provincia di Roma e nel Comune di Santa Marinella, si estende per 250 ettari lungo la costa tirrenica Come arrivare in treno:La stazione più vicina alla Riserva di Macchiatonda è Santa Severa, lungo la linea Roma-livorno-Pisa, distante circa un chilometro dall’entrata dell’Oasi.Ambienti e fauna:Sfuggita quasi per miracolo al cemento, la Riserva Naturale di Macchiatonda è una vera Oasi nel litorale laziale. Separati dal mare dalla lunga spiaggia sabbiosa, da cui affiora di rado qualche tratto di roccia, troviamo un insieme di chiari acquitrinosi bordati da folti canneti e da zone emerse, colonizzate da specie vegetali fortemente alofile come la salicornia e lo statice. Sono questi acquitrini la vera ricchezza di Macchiatonda, dove durante i lunghi viaggi di svernamento o di nidificazione sostano numerose specie di uccelli. Tra queste spiccano soprattutto le bellissime oche selvatiche, che svernano a Macchiatonda, e ancora le alzavole, i codoni, le marzaiole, i fischioni e molti altri. Fra i limicoli, che setacciano solerti la battigia o il fango delle aree paludose in cerca di piccoli crostacei o molluschi, sono presenti specie rare come le beccacce di mare, i chiurli, le pittime reali e le pivieresse. Sul mare si possono osservare importanti uccelli marini come l’orchetto marino, le sterne, la sula e la berta maggiore e minore. L’importanza naturalistica e paesaggistica di Macchiatonda si completa con la presenza di estese aree coltivate nella zona più interna della Riserva. E’ infatti nei campi coltivati che, utilizzando le distese di grano e di orzo per nascondere le sue uova, nidifica un importante rapace: l’albanella minore. Dato che i nuovi sistemi di mietitura mettevano in pericolo la nidiata di questo rapace, a Macchiatonda sono stati presi degli accordi con i coltivatori affinché il percorso delle trebbiatrici venga deviato in presenza di un nido di albanella. Oltre all’albanella nìdificano nei campi numerose altre specie fra cui fagiani, quaglie, strillozzi, zigoli neri e diversi altri passeriformi che frequentano anche le siepi, i piccoli lembi di macchia e un tratto di bosco planiziale. Riguardo quest’ultimo è in corso un progetto di recupero ambientale finalizzato a restaurare la tipica vegetazione costiera, che rischia di scomparire a causa dell’abbassamento della falda di acqua dolce. In inverno sui campi arati si possono osservare facilmente folti gruppi di pavoncelle dal bel piumaggio bianco e verde. Sono presenti infine nella Riserva anche dei piccoli stagni di acqua dolce, che rico prono un’importanza fondamentale per l’avifauna sia acquatica che terrestre. La Riserva è aperta dal 1 ottobre al 15 giugno, il giovedì alle ore 14.00, il sabato e domenica alle ore 10.00, con partenza al cancello della riserva (o mezz'ora prima al centro Visite del Castello di Santa Severa).Per scuole e gruppi vanno prenotate presso il castello dl S. Severa, tel. 0766/571097.Il martedì e il giovedì dalle ore 10,00 alle 12,00
Bosco di Palo
Dove si trova:In provincia di Roma e nel Comune di Ladispoli. Si estende per 120 ettari lungo la costa tirrenica Come arrivare in treno:La stazione che permette di accedere direttamente all’Oasi (100 m) è quella di Palo Laziale sulla linea ferroviaria Roma-Livorno-Pisa. Tuttavia sono pochi i treni che fermano a questa stazione. In alternativa, è possibile scendere alla stazione di Cerveteri­LadispoIi, lungo la stessa direttrice, e poi proseguire a piedi per 3 km fino all’Oasi Ambienti e fauna:In una realtà molto diversa dai complessi balneari ed edilizi che circondano l’area protetta sorge il meraviglioso bosco di Palo. Caratterizzato dalla presenza di essenze tipiche della fascia collinare e submontana dell’Italia centrale, questo bosco è di particolare interesse, grazie anche alla presenza del cerro, una quercia caducifoglia che conta nell’Oasi rari esemplari secolari. Insieme al cerro troviamo le roverelle e, nei punti più ricchi d’acqua, olmi e frassini. E’ questo l’ambiente prediletto dei mammiferi come il tasso, la volpe, la faina, il riccio e la puzzola. Andando in direzione del mare e quindi dei venti carichi di salsedine, i boschi di cerro cedono il terreno alla tipica macchia mediterranea, con corbezzolo, letìtisco, fillirea, mirto e alloro. E’ in questo ambiente che vive la preziosa e simpatica testuggine terrestre. Come in gran parte delle aree di notevole importanza naturalistica, a Palo non manca l’acqua, che nei mesi invernali si accumula in alcune caratteristiche “piscine” circondate da giunchi. Qui troviamo una ricca fauna caratterizzata dalla presenza di anfibi e rettili, quali ‘tritoni, raganelle, testuggini e bisce d’acqua. Nei campi incolti e nelle radure sono numerosissimi i fiori selvatici come narcisi, margherite e orchidee. Ma anche nel sottobosco non mancano le fioriture di ciclamini, aglio trigonò e viole a cui si aggiunge in autunno un’abbondante sviluppo di funghi porcini, famigliole, lattari e le velenosissime amanite. La flora di Palo si arricchisce anche di un vero e proprio orto botanico, vale a dire il parco del castello Odescalchi, dove è possibile osservare specie esotiche, come palme e agavi, adattate perfettamente all’ambiente e a stretto contatto con le specie locali. Nell'Oasi vivono numerosi gli uccelli stanziali come il rampichino, la cinciallegra, lo scricciolo, il verzellino, il codibugnolo e, tra i rapaci notturni, l’allocco.Mentre tra le specie migratorie troviamo l’usignolo, la beccaccia e il colombaccio. E proprio perché l'Òasi è situata lungo le rotte di migrazione delI’avifauna, è stato creato a PaIo un importante centro di inanellamento dei piccoli uccelli.Informazioni. Dal 1 ottobre al 31 maggio, la domenica dalle ore 10,00 e alle 14,00. Le scolaresche anche gli altri giorni, prenotando presso la guardia dell’Oasi Dott. Aldo Marinelli (Coop. Darwin) telefono 06/9911641
Tor Caldara
Dove si trova:In provincia di Roma e nel Comune di Anzio. Si estende per 43 ettari lungo il litorale laziale. Come arrivare in treno:Scendendo alla stazione di Villa Claudia sulla linea Roma-Campoleone-Nettuno,si arriva a 2,5 km dall’Oasi.Ambienti e fauna:La tutela di questo breve tratto del litorale laziale riveste un’importanza fondamentale per la salvaguardia del patrimonio naturalistico e ambientale italiano. Stretto dalle speculazioni edilizie e dalla pressione turistica in genere, questo angolo di natura si mantiene sorprendentemente integro. Parliamo del bosco e della macchia di Tor Caldara, dove antichi lecci e sughere si alternano a un’intricata macchia di filliree, cisti, ginestre, eriche e corbezzoli, dando un esempio dell’antica bellezza dei litorali laziali, altrove in gran parte alterati. Nella Riserva sono presenti interessanti esemplari della flora italiana come la felce Osmunda regalis, che è considerata la più bella felce europea ed è ormai in progressiva riduzione a causa della scomparsa del proprio habitat A completare il fascino dell’Oasi ci sono diverse sorgenti sulfuree che danno origine a numerosi rigagnoli. Bordeggia queste zone umide una vegetazione decisamente più igrofila della macchia mediterranea, che forma diversi boschetti all’interno della Riserva. Dove l’acqua sulfurea ristagna è presente una tipica vegetazione palustre con cannucce, tife e carici, in cui vivono alcuni anfibi. Interessante la presenza di due piante molto rare: Agrostis albula, legata agli ambienti sulfurei, e il piccolo papiro Cyperus plysta­chyos, scoperto qui di recente e per la seconda volta in Europa. Nonostante l’intensa attività venatoria che si svolge ai margini dell’Oasi è ancora possibile osservare numerosi uccelli come cardellini, codibugnoli, fiorrancini, sterpazzole e pigliamosche. Sui tronchi degli alberi più vecchi si può vedere il rampichino, che si ciba degli insetti della corteccia. Con la primavera giungono nella Riserva rondini, rondoni, balestrucci e il simpatico piro-piro, un piccolo uccello limicolo che frequenta i fanghi adiacenti alle acque stagnanti in cerca di cibo. Purtroppo, molte specie che popolavano un tempo la zona di Tor Caldara sono scomparse. Tuttavia, con l’istituzione della Riserva e gli interventi di tutela in programma, ci sono delle buone prospettive per un ripopolamento di questo prezioso tratto di litorale sfuggito per miracolo al cemento. INFORMAZIONI Tutto l’anno, il giovedì e la domenica dalle ore 9,00 e alle 16,00. Per visite guidate per singoli e gruppi prenotazioni presso l’Ufficio Tecnico del Comune di Anzio, tel. 06/98499443; per scolaresche i giorni di visita sono il mercoledì, giovedì e sabato; prenotazioni ed informazioni sugli orari presso la Riserva, telefono 06/9864177.Sito web : www.torcaldara.it informazioni : info@torcaldara.it
Lago di Serranella
Dove si trova:In provincia di Chieti e nei Comuni di Altino, Casoli e S.Eusanio del Sangro. La Riserva si estende per 170 ettari. Come arrivare in treno: La riserva di Serranella si può visitare scendendo alla stazione di Archi (a 2 km dall’ingresso dell’Oasi), lungo la linea Marina di S. Vito. Lanciano-Archi-Castel Di Sangro.Questa linea, denominata Sangritana, attraversa l’Appennino Abruzzese offrendo una vista suggestiva. Da San Vito Marina, infatti, la ferrovia risale la Valle del Sangro, passando per Lanciano, Archi, Bomba, Villa S.Maria e infine la pittoresca Castel di Sangro, dove passa la linea Sulmona­Carpinone Nei giorni festivi sulla Sangritana si effettua un treno turistico, detto “treno della Valle”,con partenza da PescaraAmbienti e faunaLa riserva di Serranella nasce verso la fine degli anni 80 con il fine di tutelare,in una regione prevalentemente montuosa un raro e prezioso ambiente “umido”. E proprio questo ambiente, con la sua ricca vegetazione, offre rifugio e ristoro alle numerose specie di uccelli che nei lunghi viaggi di migrazione attraversano o costeggiano l’arcata appenninica. All’interno dell’area protetta è presente un bacino artificiale formatosi in seguito a uno sbarramento lungo il fiume Sangro. Attorno a questo specchio d’acqua si è formata un’ampia zona impaludata con vegetazione tipicamente igrofila. Si trovano infatti canneti con cannuccia palustre e tife, gigli d’acqua e boschetti di salici, ontarii e pioppi. Nell’Oasi è presente anche una preziosa orchidea (Epipactis palustris), divenuta ormai rara in tutto il territorio nazionale in seguito alla distruzione della maggior parte delle zone umide in cui viveva. Serranella, tuttavia, è soprattutto il regno di una ricchissima avifauna acquatica. Sono state infatti censite oltre 180 specie, alcune rare, come la spatola, il mignattaio, l’airone bianco maggiore, la gru, la volpoca, il falco pescatore, l’avocetta e numerosi altri limicoli. Tra gli uccelli che svernano all’Oasi, pronti ai primi caldi a riprendere il viaggio verso l’Europa del nord, troviamo il falco di palude, l’oca selvatica e diverse anatre, tra cui il fischione, la moretta e la canapiglia. Non lasciano mai la riserva, invece, le gallinelle d’acqua, le folaghe e i cormorani.Serranella è anche un importantissimo luogo di riproduzione.Nel folto canneto nidificano infatti il germano reale, il tarabusino e tanti altri. Nidifica anche il codone, simbolo della riserva. Il pendolino invece preferisce, costruire il proprio nido pendente ai rami di qualche salice lungo le rive del bacino artificiale. Tra tutte le specie presenti nella Riserva, l’uccello dal piumaggio più bello e vivace è senz’altro il martin pescatore, a cui non sfugge un pesce. E di pesci la Riserva abbonda: tinche, carpe, cavedani e anguille che insieme a molti invertebrati costituiscono una fonte inesauribile di cibo per la fauna locale. Tra i mammiferi sono presenti la volpe, il tasso, la faina e diversi roditori, come il moscardino.INFORMAZIONI Per le visite alla Riserva è necessaria la prenotazione presso il Centro Visite telefonando al 0872/50357. Altre informazioni possono essere richieste alla Coop. Cogestre di Penne al numero 085/8215003
Macchiagrande
Dove si trova:Nel Comune di Fiumicino. Si estende per 280 ettari sul litorale romano a Nord dell’aeroporto di Fiumicino Come arrivare in treno:L’Oasi è raggiungibile dalla stazione di Maccarese, lungo la direttrice Roma-Grosseto-Livorno. i 6 km di distanza tra Macchiagrande e la stazione sono percorribili con la linea n.020 dell’autobus, che fa capolinea alla stazione e si ferma a 50 m dall’ingresso dell’Oasi. Ambienti e fauna:Nell’Oasi di Macchiagrande sono compresi circa 200 ettari di foresta mediterranea uno degli ultimi baluardi di quella splendida vegetazione che un tempo si estendeva per centinaia di chilometri lungo i litorali della nostra penisola e che, alternandosi a paludi e stagni, contornava la foce del Tevere. All’interno dell’area protetta si comprende la bellezza di quello che una volta doveva essere il paesaggio costiero italiano. La vera “macchia grande” dell’Oasi è costituita da enormi lecci, allori e tarnie che formano la fitta cupola del bosco. Nel sottobosco cresce uno strato arbustivo a erica, lentisco, fillirea, ginepro e alloro, che insieme all’edera e alla smilace (comunemente detta stracciabrache) rendono la vegetazione impenenetrabile Tuttavia, è proprio nel bosco che mammiferi come la volpe, l’istrice, il tasso e la donnola trovano riparo e protezione. In primavera, è abbondante la fioritura di viole e orchidee selvatiche. Così come un tempo la foresta mediterranea circondava stagni e lunghe distese palustri, a Macchiagrande non poteva mancare una zona umida. Proprio dietro la fascia di dune si trova un lungo stagno originatosi dall’impaludimento di un canale di bonifica. Data la posizione dell’Oasi, crocevia delle principali correnti migratorie, questo stagno riveste una grandissima importanza per l’avifauna acquatica. Bordeggiato da un folto canneto, con giunchi e tife, e da gruppi di tamerici molto amati da alcune specie, come la gallinella e la cannaiola, lo stagno dà riparo e cibo a circa 200 specie di uccelli, di cui trenta stanziali e il resto migratrici. Quando alla fine della primavera e nei mesi estivi esso si prosciuga, gli uccelli limicoli, tra cui il piro piro, i piovanelli, le pettegole, le pantane e i chiurli, setacciano accuratamente con il loro lungo becco il fondale melmoso in cerca di invertebrati e molluschi. Lungo il tratto litorale su cui si affaccia l’Oasi con una fascia di dune e di macchia, sostano rari e importanti uccelli marini, come la sterna maggiore, il gabbiano corso, Pedredone e gli orchi marini. E la ricchezza degli ambienti e degli animali che vivono, si riproducono o sostano a Macchiagrande, che fa di questa Oasi, a due passi da Roma, un’importantissimo “serbatoio” naturalistico a disposizione di tanti visitatori. INFORMAZIONI L’Oasi è aperta al pubblico tutto l’anno, escluso agosto, la domenica alle ore 10,00 e alle 14,00 (ora legale 15,00); giugno e luglio ore 17,00. Gruppi e scolaresche tutti i giorni, prenotando presso la Delegazione Lazio, telefono 06/3723653.

Pubblicato: 08/02/2004 Letto: 587 volte