Sulle orme della Dolce Vita romana

Roma, Lazio

Via Veneto e dintorni. Nel cuore della Capitale, l’ampia e alberata via Veneto è legata, dalla metà del secolo scorso, alla vita mondana dei protagonisti dei set cinematografici di Cinecittà e non solo, ed è per questo motivo comunemente detta la strada della “dolce vita”.
La via ha inizio da Porta Pinciana, al confine con la Villa Borghese e giunge, con andamento dolce e serpentino, sino a piazza Barberini, cuore della Roma barocca, costituendo quasi un elegante legame urbanistico tra l’antico e il moderno. Costituisce inoltre l’asse portante del quartiere Ludovisi, sorto sui resti di una delle più belle ville di Roma, la Villa Ludovisi, distrutta in seguito alla lottizzazione del territorio, ceduto al Comune dagli eredi della nobile famiglia di cui portava il nome, alla fine del XIX secolo. Della residenza nobiliare oggi sopravvive il Casino del Monte detto dell’Aurora, in via Lombardia, fatto realizzare nel Seicento dal cardinale Ludovico Ludovisi, nel luogo dove anticamente sorgevano gli Horti Sallustiani. La notorietà dell’edificio barocco è dovuta alla ricca decorazione ad affresco della volta della Sala d’ingresso, raffigurante il Carro dell’Aurora, opera del 1621 del Guercino. L’artista ha realizzato un’architettura dipinta aperta verso il cielo, su cui si staglia il calesse dell’Aurora in volo, trainato da due cavalli al galoppo, affiancato dalle figure allegoriche del Giorno e della Notte.
Tornando all’elegante via Veneto, il cui nome commemora la vittoria italiana sull’esercito austro-ungarico durante la prima guerra mondiale, avvenuta a Vittorio Veneto, è possibile percorrerla a piedi per ammirare gli alberghi, i raffinati caffè ed i negozi di lusso, frequentati soprattutto negli anni Cinquanta e Sessanta del secolo scorso dalle stelle del cinema di tutto il mondo ed ancora meta molto in auge tra i divi dello spettacolo. Tra gli edifici di maggiore splendore architettonico sono l’Hotel Excelsior, realizzato nel 1904 in stile neo-barocco, e l’Hotel Palace, opera dell’architetto razionalista Marcello Piacentini. Una piccola curiosità è la piccola ma elegante fontana per cani, unica nel suo genere in città, addossata alla facciata dello stesso albergo, utilizzata per consentire un comodo refrigerio ai fedeli accompagnatori di attrici e registi dell’epoca.
Continuando la nostra passeggiata lungo il viale alberato, si incontra la facciata curvilinea dell’Hotel Majestic, opera dell’architetto Gaetano Koch del 1896, a cui segue la scalinata della chiesa di Sant’Isidoro, piccolo gioiello del barocco romano. La facciata dell’edificio, che sorge sulla sommità della scalinata, presenta una raffinata decorazione barocca e le due statue entro nicchie, dei Santi Isidoro e Patrizio. Secondo la tradizione, Sant’Isidoro era un uomo molto devoto, vissuto in Spagna nel XIII secolo e canonizzato da papa Gregorio VII nel 1621. Attraverso un portico decorato da stucchi, si accede alla chiesa ad unica navata, la cui volta presenta una decorazione ad affresco raffigurante la Gloria di Sant’Isidoro, mentre sui pennacchi della cupola sono rappresentati i quattro Evangelisti. La decorazione della stessa cupola si articola su otto pennacchi dipinti che raffigurano altrettanti episodi relativi alla Vergine, a San Bernardino da Siena e ai Santi francescani.
Arrivati all’ultima curva di via Veneto, possiamo ammirare la Fontana delle Api, ideata nel 1644 da Gian Lorenzo Bernini, che ha la forma di una conchiglia bivalve aperta, sulla quale campeggiano tre api, emblema araldico della famiglia Barberini.
Giungiamo quindi a piazza Barberini, autentico creocevia di storia antica e moderna, realizzata su un terrapieno che colma la profonda insenatura che separava il colle del Pincio dal Quirinale. La zona è stata abitata sin dai primi secoli dell’impero romano e rimase un’area campestre fino alla seconda metà del XIX secolo, quando vennero realizzate le attuali vie Veneto e Barberini.
L’ampia superficie della piazza è dominata dalla centrale fontana Barberini, capolavoro di Bernini del 1643, realizzata per celebrare il ventesimo anniversario dell’elezione al soglio pontificio di Urbano VIII Barberini. La fontana è un imponente monumento che fonde elementi allegorici e naturalistici: da una vasca al livello del terreno, si ergono quattro delfini che sostengono con le code lo stemma con le api della famiglia Barberini ed elevano una conchiglia, sulla quale è posta la figura di un tritone che soffia verso l’alto uno zampillo d’acqua. Il soggetto dell’opera è ispirato alle Metamorfosi di Ovidio e simboleggia la rinascita della città eterna, in seguito all’elezione del nuovo pontefice.
Alla conclusione della nostra passeggiata, gustiamoci un buon caffè in uno dei tanti locali immersi nel verde di via Veneto e chissà, magari con un po’ di fortuna, potremo incontrare uno dei grandi miti del cinema di ieri e di oggi.

[ Autore: Valeria Puccio ] Pubblicato: 03/03/2010 Letto: 4552 volte