Alla scoperta dell'Umbria dei Santi

Umbria

Turismo religioso in Umbria. L’Umbria evoca nella fantasia collettiva l’idea di pace e tranquillità. Una regione in cui la vita ha ancora una dimensione umana, lontana dai ritmi frenetici delle regioni fortemente industriali o altamente turistiche. La natura, la storia e l’arte la fanno da padrone e ne fanno un luogo dell’anima. In un periodo in cui accanto al benessere materiale si ritorna a cercare con forza il benessere spirituale, l’Umbria diventa polo d’attrazione per quanti intraprendono un cammino alla ricerca di sé attraverso la scoperta di luoghi d’arte e di cultura, luoghi mistici e spirituali e una natura austera e solenne. Nella società attuale l’idea di benessere si è sviluppata. Benessere non è solamente ricchezza economica, ma cura di sé sia da un punto di vista fisico, che da un punto di vista interiore, ovvero la possibilità di coltivare il proprio io attraverso l’esperienza e la conoscenza. Allora l’Umbria è non solo metaforicamente ‘cuore verde d’Italia’ ma concretamente la possibilità di vivere un soggiorno emozionante immersi nei luoghi dell’arte, dello spirito e della natura.
Le principali figure religiose che nel corso dei secoli hanno contribuito a creare e a diffondere in tutto il mondo l’immagine dell’Umbria come luogo mistico e meta del turismo religioso, sono state senza dubbio San Francesco, Santa Chiara, San Benedetto e Santa Rita dei quali si tramanda memoria anche attraverso i monumenti che sono stati eretti successivamente alla loro morte, a testimonianza della loro fede e della loro vita religiosa, diventando luoghi di culto altamente simbolici. Tali luoghi richiamano ogni anno migliaia di pellegrini che da tutto il mondo raggiungono l’Umbria per respirare quell’atmosfera di serenità e pace che va ben oltre allo spirito, fino ad essere promessa per l’umanità.
Assisi, la città di San Francesco è simbolo mondiale di pace, luogo di incontro non solo tra diverse razze e culture, ma anche fra le diverse religioni. D’altra parte non poteva essere diversamente, terra di quel Santo che si è spogliato di tutto per parlare con Dio e il suo creato, gli animali e la natura. Il Santo della povertà, dell’umiltà e della spiritualità. Il Santo povero che ha saputo parlare ai potenti della terra e rimanere umile, povero tra i poveri. Il Cantico delle Creature è il testo più antico della letteratura italiana, scritto in più fasi da San Francesco riassume la sua concezione positiva del mondo e della vita. La natura è immagine di Dio e l’uomo è parte della natura e per questo motivo frate Francesco si rivolge ai suoi elementi chiamandoli fratelli e sorelle. Assisi è anche la città di Santa Chiara che seguite le orme di San Francesco fu da lui vestita con il saio francescano e successivamente nominata badessa dell’ordine delle clarisse da lei costituito.
La città di Assisi è ricca di testimonianze storiche non solo religiose, si pensi al Tempio di Minerva, all’Anfiteatro e alle Mura di epoca romana, o alla Rocca Maggiore edificata come castello feudale. I luoghi maggiormente rappresentativi dal punto di vista religioso sono senz’altro la Basilica di San Francesco (di grande valore non solo sul piano spirituale, ma anche artistico), la Basilica di Santa Chiara, l’Abbazia di Santo Pietro, La Cattedrale di San Rufino, l’Eremo delle Carceri, il Santuario di San Damiano, la Basilica di S.Maria degli Angeli. La Basilica di San Francesco fu costruita dopo la sua morte. L'aspetto della basilica è frutto di interventi effettuati in vari periodi. L'edificio è composto da due chiese sovrapposte, quella inferiore, ultimata dopo quattro anni dalla morte del Santo e in cui fu portato il suo corpo, bassa ed austera e a cui si accede attraverso un portale gotico del 200; quella superiore di periodo gotico, luminosa e slanciata. La Basilica Inferiore è a navata unica e conserva gli affreschi di Giotto, di Simone Martini e di Lorenzetti. La cripta in cui vengono conservate le spoglie del Santo è in stile neoclassico. La Basilica Inferiore colpisce per la sua atmosfera intima e fortemente spirituale; è impossibile non provare un brivido di emozione e commozione nel pensare che in quel luogo Giovanni Paolo II, nel Gennaio del 2002, abbia raccolto i più grandi capi spirituali delle religioni più diffuse al mondo per pregare insieme affinché ci sia Pace per l’Umanità tutta. La Basilica Superiore è anch’essa ad una sola navata con abside. Le pareti sono decorate con affreschi di Giotto, raffiguranti la vita di San Francesco e realizzati fra il 1296 e il 1300, con episodi del Vecchio e Nuovo Testamento della scuola del Cimabue e nel transetto, nella crociera e nell' abside con affreschi dello stesso Cimabue risalenti al 1277 oltre ad opere di altri maestri quali Cavallini e Torriti.
L’Eremo delle Carceri di San Francesco si trova sul monte Subasio. E’ immerso nel verde di alberi secolari, in un profondo silenzio e rappresenta indubbiamente uno di quei luoghi dell’anima in cui il benessere riguarda l’uomo in ogni suo singolo aspetto e dimensione. Lungo un sentiero che sale verso il monte c’è raffigurato San Francesco con due dei suoi seguaci, disteso in terra a contemplare il creato. Chi visita questi luoghi dimentica inevitabilmente la vita di tutti i giorni e percepisce e sente la visione religiosa di San Francesco. Seguendo le tracce del Santo si arriva al luogo in cui parlò al lupo, la città di Gubbio, stupendo borgo medioevale, che vale una visita e una sosta. Gubbio è forse l’unica comunità in Umbria in cui ancora la celebrazione del Santo Patrono si vive intensamente, con autentico trasporto e partecipazione e non come semplice evento folcloristico laico. Ogni anno si ripete la “ Corsa dei Ceri” in un bagno di folla che travolge e emoziona anche chi non è del luogo in un’atmosfera impetuosa colma di euforia e di passione.
Forte nel mondo è anche la popolarità di Santa Rita da Cascia e San Benedetto da Norcia. E ugualmente emozionante la visita dei luoghi in cui vissero la loro fede. Se San Francesco è simbolo di povertà e pace, Santa Rita è simbolo d’amore incondizionato, capace di darsi completamente alla sua famiglia, all’umanità e soprattutto a Dio. Un amore che sa andare ben oltre all’odio e al rancore fino al perdono totale. La storia di Rita è una storia come tante, sposata giovane ad un uomo scelto per lei dai genitori, rimane vedova con due figli maschi, in seguito all’omicidio di suo marito a causa di odio e rancori fra famiglie. Ma la grandezza di Rita sta nel riuscire con il suo amore e la sua fede a convertire il marito e a perdonare i suoi assassini, fino a portare la pace fra le famiglie. Tormentata dal fatto che i figli abbiano preso la strada della vendetta, prega per la loro salvezza auspicando la loro morte, piuttosto che la loro perdizione. Morti anche i figli, prende i voti e diventa suora agostiniana. Santa Rita ricevette sulla fronte la stigmate di una delle spine di Cristo e le sono attribuiti numerosi miracoli, tra cui la rosa fiorita in pieno inverno e due fichi maturi nel suo orto. Santa Rita è conosciuta anche come la Santa degli Impossibili, poiché si dice che tuttora aiuti i più bisognosi, le persone senza speranza. La Basilica si trova a Cascia, con accanto il monastero tuttora attivo, e l’Alveare, orfanotrofio nato per accogliere ragazze minorenni e che oggi accoglie minorenni in difficoltà e da sostegno a famiglie con problemi. Il nome Alveare nasce da una leggenda secondo cui alla nascita Rita fu circondata da api senza pungiglione e che le stesse ancora oggi si trovano nei muri all’interno del Monastero. Si può inoltre vedere il pozzo da cui la Santa attingeva l’acqua e la vite che si narra sia nata da un bastone secco che Santa Rita annaffiava con devozione; attraverso una scalinata si arriva nell'Oratorio del Crocefisso dove la tradizione afferma che S. Rita ricevette la stigmate sulla fronte. Si può inoltre visitare la cella di Santa Rita e il roseto piantato a ricordo dell'episodio della rosa sbocciata in inverno e dei fichi maturi. Nel vicino centro di Rocca Porena si può vedere la casa in cui Santa Rita è vissuta prima di farsi suora. Cascia è situata nella parte sud-orientale dell’Umbria e sorge nella zona più montuosa della regione, vicino al Parco Nazionale dei Monti Sibillini. La città non solo è uno dei principali centri spirituali dell’Umbria e meta di frequenti pellegrinaggi da tutto il mondo, ma anche una cittadina di interesse culturale, in quanto vi si possono visitare diversi edifici e opere di valore artistico. Un soggiorno a Cascia permette di godere non solo momenti intensi legati alla spiritualità religiosa, ma anche piacevoli passeggiate nella natura e alla scoperta delle tradizioni culturali e gastronomiche di questa zona dell’Umbria.
San Benedetto nasce a Norcia, intorno il 480, da una famiglia nobile. Intraprende gli studi letterari a Roma, ma li abbandona insieme alla città di cui avverte la corruzione, per rifugiarsi ad Affile dove compie il suo primo miracolo. Nella città di Subiaco indossa per la prima volta l’abito monastico e si ritira per tre anni a vita eremitica in una grotta del Monte Taleo. Finito il periodo di eremitaggio abbraccia la forma cenobitica, influenzato dalla cultura orientale, in un periodo di grande confusione, con l’Impero Romano ormai definitivamente in declino. La Regola di San Benedetto mette ordine alla confusione del periodo cercando nuovi ideali che uniscano e stabilizzino. Attraverso la disciplina, rispettando nello stesso tempo le capacità individuali e quindi l’individuo, organizza le comunità di monaci suoi seguaci basando la vita monastica su due momenti, la preghiera e il lavoro, secondo il motto “Ora et Labora”. Si trasferisce successivamente a Montecassino dove fonda un monastero e in cui vengono conservate le sue reliquie. Nel 1964 Papa Paolo VI lo proclama Patrono d'Europa. A Norcia dove sorgeva un tempo la sua casa natale è stata edificata la Basilica di San Benedetto da Norcia. La facciata della chiesa è caratterizzata da un elaborato rosone ed un bel portale ogivale. L’interno ha pianta a croce latina con abside poligonale ed è su due livelli: al piano superiore si trova la chiesa principale mentre al piano inferiore si trova la cripta, Le pareti sono decorate con preziosi affreschi del 1500 e tele del 1600. La città di Norcia ha origini antichissime che risalgono fino alle guerre puniche. E’ un centro ricco d’arte, con i suoi edifici religiosi e laici fra cui il Duomo e la Rocca Castellina che oggi ospita il museo civico diocesano. Ma Norcia non è famosa solo per essere la città natale di San Benedetto, ma anche per i suoi prodotti tipici, in particolare per i salumi e i formaggi che ricordano i sapori del passato. Famosa è anche la natura che la circonda con scenari fantastici, di quelli che inducono alla riflessione e alla pace. Il vicino paesino di Serravalle è adagiato fra le colline umbre, lontano dalla frenesia e dai rumori della vita moderna e per chi ama il trekking, il deltaplano o semplicemente la natura è d’obbligo visitare i piani di Castelluccio, spettacolo mozzafiato in ogni stagione, e particolarmente visitati in primavera quando le immense distese pianeggianti si colorano con lo sbocciare della fioritura, alternando macchie di monocolore giallo, azzurro o rosso a macchie multicolori.

Visitando l’Umbria mistica dei Santi, si può cogliere l’occasione per conoscere anche la cucina umbra e i suoi vini rinomati in tutto il mondo, approfittando dell’ospitalità della sua gente, che come i suoi Santi è riservata, ma disponibile e con un forte senso dell’ accoglienza. L’Umbria offre una gamma molto varia di strutture turistiche, sempre a dimensione d’uomo, calde e accoglienti.

Pubblicato: 01/11/2007 Letto: 11219 volte